opinions, analysis and interviews

interview with the italian acclaimed art critique toti carpentieri (i, al)

  • fate -oscar
  • fate -oscar2
  • oscar
  • fate
  • banda
  • salla

 

l’intervista di fate velaj con il noto critico d’arte toti carpentieri in ocazione della premiazione come il vincitore del premio focara per la fotografia.
lecce, 18.gennaio 2010

 
toti carpentieri-qual č, oggi, il ruolo della fotografia?

fate velaj-per me la fotografia č come un racconto in formato jpeg che vuol dire raccontare per immagini eventi, il mondo intorno a te, e anche persone e luoghi, certe cose e fatti. tutte queste esprimono la gioia che vedo e sento di fronte ai fenomeni del mondo; dagli eventi sociali a quelli culturali, alle avventure nei viaggi, piccoli o grandi che siano. la fotografia vuol dire scoprire e approfondire qualcosa per se stesso e comunicarla agli altri. per me la fotografia č documentazione e testimonianza di eventi spesso fondamentali (come focara 2009). tutte queste situazioni possono essere fotografate in vari modi e dipende dalla motivazione e lo scopo del fotografo.
la fotografia di oggi č un mezzo di comunicazione molto potente che sta tornando un po’ sulla scena che per comunicare ed esprimersi ha bisogno di molto spazio e soprattutto molto tempo. questo vuol dire tempo per essere guardata, e spazio su un mezzo di comunicazione ma anche galleria d’arte per essere mostrata.

per me come artista, che sono presente ai vari campi dell’arte come la pittura e l’esseays/narrativa, la fotografia č un’altra gioia e voglia permanente di comunicare, ma nello steso tempo č una miscela tra il mio arte astratto della pittura; come quello delle serie “memories from the future” e quelli dei “the red in the bedroom” con le immagini fotografate alle strade d’europa come nel “on the road” che fanno la mia fotografia necessariamente oggettiva. comunque, nella mia fotografia c’č un fattore di “veritą”, perché io fotografo sul luogo dove succede il fatto, e quelle impressioni raccolte nei quei luoghi mi aiutano ad esprimermi nella tela (canvas) con i colori. cosi voglio dire che la mia fotografia č una forma d'arte pari a pittura e a qualsiasi linguaggio che mi permetta ad esprimermi.
 
toti carpentieri-e qual č il suo rapporto con l’artista?+ma, la fotografia č realmente un medium oggettivo?
 
fate velaj-per me come artista, č necessario di essere in grado di utilizzare la fotografia come un racconto di un'esperienza vissuta, come oggetto di scambio fra una materia d’arte a un'altra, come la pittura, riunite da forti legami culturali e affettivi.
io documento oggetti, persone, luoghi, per essersi riutilizzati come strumento relazionale in un altro linguaggio artistico, e in questo caso, pittura. l'operazione successiva, infatti, č quella di portare questa raccolta di fotografie nel mio studio di vienna per sfruttare i loro sentimenti in varie versioni colorate. a me accade spesso che una raccolta d'immagini, come quello di werfenweng alle montagne di salizburgo, che anche in questo caso, č l'esperienza generata dalla fruizione e dallo scambio di pił fotografie che hanno portato alla realizzazione dei miei quadri del ciclo “the small village under the big mountain”. le fotografie scattate in quei luoghi vissuti mi hanno aiutato a servirmi delle periferie della mia memoria che nell’atelie si sono modificati in un’opera d’arte come quello “the inhabitants of the small village under the big mountain”.
in fine; voglio dire che per me la fotografia č un “work-in-progress”, perche mi ha aiutato anche ad esprimere quei momenti per scrivere le mie esseays come “le nozze dell’ultima amata”, “hotel national beograd”, “senigallia”, “tunnel of love”, “the grey vienna”, etc. il risultato visibile di questa poetica narrativa č come un'immagine pura, ma in questo caso č un’immagine scritta.
questa volontą di stare sempre presente all'interno dell'opera rivela una concezione artistica, in qui la fotografia necessariamente conduce me ad un altro stato d’anima che mi darą la possibilitą di produrre un'opera d'arte rispettando il significato come se originasse da una concreta situazione vivente che puoi vedere nel mio quadro “the south’s blue rhapsody”.
 
toti carpentieri-quali emozioni ti ha dato vivere la realtą del salento?

fate velaj-per me, come uomo cresciuto dall’altra parte dell’adriatico, il salento č una regione che č sempre stato presente nella mia mente da quando avevo 10 anni. da quando sono stato a valona, ho notato che questa regione possiede un ricco patrimonio materiale e immateriale fatto di suoni, parole, racconti in musica, danze, ecc., ma anche resti di una vecchia civiltą.
quando ho visto lecce, novoli, gallipoli, otranto, s.m. di leuca ecc. ho visto con i miei occhi che queste cittą non sono solo belle, ma sono anche testimoni dei vari periodi di civiltą e dei suoni di millenni. ho incontrato molta gente, ho parlato con loro, ho visitato luoghi storici e ho toccato con le mie mani “la storia” e in stesso momento ho sentito delle voci dei nostri avi che urlano con la consapevolezza per esserci attenti a difendere i nostri valori, le nostre radici, la nostra storia, l’identitą europea.
io penso che ci sia ancora bisogno di un contatto reale con le generazioni passate e quella presente per comprendere la storia e le tradizioni.

toti carpentieri-cosa vuol dire aver vinto la prima edizione del premio fņcara?

fate velaj-quando mi hanno chiamato per comunicarmi che ho vinto il premio focara per la fotografia mi sono sentito molto onorato, perche al concorso hanno partecipato anche nomi noti della fotografia italiana; come il professore guido cecere dell’accademia delle belli arti di venezia, maura parodi-presidente del start in genova, marco cavallini ecc.. ho provato un piacere particolare perché ho sentito una continuitą della mia figura artistica.
vincere la prima edizione del premio focara per la fotografia, per me, č un situazione “smile” ,perche mi ricordo che quando mi hanno proposto di andare a novoli per partecipare al concorso mi trovavo a lago di ohrid per il mio grande progetto dell’ “europa boulevard- 100 passi per l’europa” – un progetto che ha vinto il cuore di molte personalita europee come: vaclav havel, imre kertezs-premio nobel per la letteratura, jose manuel barroso, ecc.  ed č stato considerato  come il miglior modo per “unifying europe through culture”. in questo tempo ero molto impegnato con questo progetto e non ho avuto voglia di andarci. e stata soltanto la voglia per veder questi luoghi del salento che mi ha spinto per andarci e adesso dico : ho fatto bene!
 
questo motivo mi spinge di non dire ai miei amici del salento “good-bye”, or “adieu”, ma:
auf wiedersehen!

 

albanian

intervistė e artistit (piktor, fotograf, esseayst, kurator) vlonjat fate velaj pas marrjes sė ēmimit “premio focara” me njė nga kritikėt mė tė njohur italian tė artit, toti carpentieri e cila ėshtė botuar nė mediat shqiptare brenda dhe jashtė vendit si dhe nė original nė italisht nė „cronaca d’arte“ si dhe ne “la gazzetta del mezzogiorno”

pas marrjes sė ēmimit tė parė, tė edicionit tė parė tė konkursit “premio focara” nė leēe, piktori dhe fotografi shqiptaro-austriak, fate velaj, ka dhėnė njė intervistė pėr njė nga mė tė njohur italian tė artit tė pranishėm nė kėtė eveniment. nė intervistė, velaj flet mbi rėndėsinė e fotografisė dhe mėnyrėn sesi gjėra tė thjeshta, tė ngrira nė celuloid, mė vonė shėrbejnė pėr tė rijetuar emocione apo pėr tė krijuar emocione tė reja dhe vepra tė rėndėsishme artistike. pėr mė tepėr, artisti me origjinė nga vlora flet nė intervistėn qė vijon.

toti carpentieri-cili ėshtė roli i fotografisė nė ditėt e sotme?

fate velaj-fotografia ėshtė si njė rrėfim nė formatin “jpg”, qe do tė thotė qe nepermjet imazheve te tregosh ngjarje,  botėn rreth nesh, persona e vende tė ndryshme apo gjėra dhe fakte konkrete. tė gjitha kėto shprehin gėzimin qė shoh dhe qė ndiej pėrballė dukurive tė shumta nė botė, qė mund tė jenė fenomene sociale apo kulturore, aventura e udhėtime, tė rėndėsishme apo tė zakonshme qofshin.
fotografia do tė thotė zbulim dhe thellim nė diēka pėr veten tėnde, por me synimin pėr t’ua treguar mė pas edhe tė gjithė tė tjerėve. pėr mua, fotografia ėshtė edhe dokumentim apo dėshmi e ngjarjeve shpesh fondamentale si pėr shembull, focara 2009 ne te cilen u bazua dhe ky konkurs. te gjitha keto situata mund tė fotografohen nė mėnyra nga mė tė ndryshmet dhe kjo nuk varet vetem nga aftėsitė, por edhe nga motivimi i vet artistit.  
fotografia e sotme ėshtė njė mjet komunikimi mjaft i fuqishėm, i cili po rikthehet nė skenė, por qė pėr tė komunikuar dhe pėr t’u shprehur ka nevojė pėr hapėsira tė mėdha dhe kohė tė gjatė. kjo do tė thotė kohė e mjaftueshme pėr t’u parė dhe hapėsirė, sic jane mjetet e komunikimit ne mase apo galerite e artit ku duhet tė ekspozohet.
duke qene se jam njė artist, i pranishėm nė fusha tė ndryshme tė artit, si piktura, esetė/ narrative, fotografia eshte nje tjeter kenaqesi e deshire e perhershme per te komunikuar qe ne te njejten kohe perben nje mix ndermjet artit tim abstrakt te piktures sic jane veprat e realizuara ne ciklin “memories from the future/ kujtime nga e ardhmja” apo “e kuqja nė dhomėn e gjumit”, me fotografite e realizuara nėper rrugėt e europės  sic jane ato te ciklit “on the road”, tė cilat e bėjnė fotografinė time mjaft objektive.
por sidoqofte, ne fotografinė time nuk mungon edhe njė faktor “vėrtetėsie”; sepse une fotografoj gjithmonė nė vendin ku ndodh ngjarja. emocionet dhe pėrshtypjet e mbledhura pėrgjatė kėtyre udhėtimeve mė mdohmojnė qe te shprehem sa me mire me ngjyra nė kanavacė. me kėtė dua tė them se fotografia ėshtė pėr mua njė mjet tė shprehuri artistik, i barabartė me pikturėn apo me gjinitė e tjera.

toti carpentieri-cili ėshtė raporti tuaj me fotografinė si artist dhe a ėshtė fotografia realisht njė mjet kaq objektiv?

fate velaj-per mua si artist eshtė e nevojshme tė jem nė gjendje t’a shfrytėzoj fotografinė si njė tregim i pėrvojės sė jetuar, si njė objekt shkėmbimi mes materialit artistik dhe njė tjetri, siē ndodh me pikturėn.
unė dokumentoj objekte, njerėz dhe vende tė cilat i pėrdor sėrish ne relacione te ndryshme pėrmes nje gjuhe tjeter artistike qe ne kete rast jane pikturat. operazioni pasardhes eshte qe keto imazhe te mbledhura t’i copje ne studion time ne vjene per te shfrytezuar ndjeshmerine e tyre ne versione te ndryshme ngjyrash.
mė ndodh shpesh qė njė sėrė imazhesh me vone ti shfrytezoje, sic jane fotografitė e shumta qė kam bere ne werfenweng,  nė malet e salzburgut, qe dhe ne kete rast i shfrytezova ne realizimin e njė cikli pikturash sic eshte “fshati i vogėl rezė malit te madh”.
fotografitė e shkrepura prej meje ndėr ato vise tė shkelura, nga afėr dhe pėr sė largu mė kanė ndihmuar mė vonė pėr t’i shfrytėzuar emocionet qė ato tė risjellin nė kujtesė kur je larg, nė studion tėnde sic eshte dhe rasti i realizimit te vepres “banoret e fshatit te vogel rreze malit te madh”.
dua tė shtoj kėtu se fotografia per mua ėshtė si njė “work-in-progress”, (proces pune gjithmonė nė zhvillim e sipėr) sepse shpeshhere ajo mė ka ndihmuar tė rikthehem pas nė kohė pėr tė shkruar ese tė ndryshme sic jane “dasma e te dashures se fundit”, “hotel nacional beograd”, “velika stanica”, “tunnel of love”, “the grey vienna” etc.
rezultati i dukshėm i kėsaj narrative poetike ėshtė si njė imazh i pastėr, por nė kėtė rast kemi tė bėjmė me njė imazh tė shkruar.
fotografia gjithashtu me shton deshiren per te qene gjithmone prezent ne thellesi te vepres duke me “transportuar” nga nje gjendje shpirterore ne nje tjeter dhe mė jep mundėsinė tė frymėzohem pėr tė prodhuar njė vepėr tė re arti, njėsoj sikur emocionet tė ushqeheshin nga njė ēast i jetuar nė kohėn qė e shikoj fotografinė ashtu sic eshte dhe rasti i piktures “rapsodia e bluse se jugut”.

toti carpentieri-dhe, cilat emocione keni pėrjetuar nė realitetin e salentos?

fate velaj-per mua, si nje njeri i rritur nė anėn tjetėr tė adriatikut dhe salento ėshtė njė rajon qė e kam pasur nė mendje qysh nė moshėn 10-vjeēare. ishte koha kur jetoja nė vlorė dhe qe atehere vija re se ky rajon ka njė pasuri tė madhe materiale e shpirtėrore, si dhe njė trashėgimi tė vyer kulturore qė pėrbėhet nga fjalė, tregime, muzikė, vallėzim dhe rrėnojat e qytetėrimeve antike. kur vizitova leēen, novolin, gallipolin, otranton etj., u pėrballa jo vetėm me qytete tė mrekullueshme por ato janė dhe dėshmitarė periudhash te ndryshme qytetėrimi dhe tė mjaft tingujve mijėvjeēarė.
takova shumė njerėz dhe bisedova me ta. gjithashtu, vizitova vendet turistike dhe historike, tė cilat me dhane mundesine te prek me duart e mia “historine”. aty kam ndier zėrat e paraardhėsve tanė tė mė flasin dhe tė mė bėjnė tė ndėrgjegjshėm e tė vetėdijshėm pėr tė mbrojtur me fanatizėm e me krenari vlerat tona, kulturėn tonė dhe trashėgiminė nga e kaluara.
janė vlera dhe histori qė meritojnė respekt, pasi zėnė njė pjesė tė mirė edhe sa i takon identitetit tonė tė pėrbashkėt europian. mendoj se ka ende shumė nevojė pėr njė kontakt real me brezat e kaluar, pėr tė kuptuar mė mirė historinė dhe traditat e njė populli.

toti carpentieri-ēfarė do tė thotė pėr ju ky ēmim qė fituat nė edicionin e parė tė “premio focara”?

fate velaj-kur mė njoftuan dhe mėsova qė kam fituar ēmimin “focara” me fotografinė time te realizuar aty, jam ndier tepėr i nderuar, pasi nė kėtė konkurs merrnin pjesė edhe mjaft emra tė njohur tė fotografisė italiane, si profesori guido cecere, nga akademia e arteve tė bukura tė venecias, maura parodi, presidente e start nė xhenova, marco cavallini etj. provova njė kėnaqėsi tė veēantė, pasi ndjeva vazhdimėsinė dhe konfirmimin e vlerave tė punės sime me fotografinė artistike dhe ne pergjithesi. tė fitosh njė edicionin e parė tė “premio focara” pėr fotografinė ėshtė diēka vėrtet e kėndshme.
mbaj mend qė, kur mė propozuan tė shkoja nė novoli pėr tė marrė pjesė nė konkurs, isha nė pogradec buze liqenit te ohrit me projektin tim madhėshtor “europa boulevard - 100 hapa drejt europės”, njė projekt, i cili fitoi zemrat e njė sėrė personaliteteve evropiane, si vaclav havel, imre kertezs (ēmim “nobel” pėr letėrsinė), jose manuel barroso dhe qe e kane klasifikuar si me prestigjiozin koncept ne permbushjen e sloganit „t’a bashkojme europen nepermjet kultures“. nė kėtė kohė isha shumė i zėnė me punėt e projektit dhe nuk doja tė shkoja nė asnjė aktivitet tjetėr. ishte vetėm dėshira pėr tė parė kėto vende tė salentos, qė mė dha shtysė tė fortė pėr tė shkuar. dhe tani them me vete: bėra mirė!
kjo eshte ajo qe me shtyn per mos tu thene miqve te mij ne salento as “good-bye” e as “adieu” por:
auf wiedersehen.